Brano musicale: Henning Fuchs, Gaia
[All’atto della creazione descritta dal mito della Genesi] «Non c’era Dio senza mondo né mondo senza Dio, e non erano due né erano la stessa cosa, ma erano eternamente e continuano a essere come il corpo e l’amore o eros. Si tratta di un “principio” che è ora e sempre, “Soffio”, “Spirito” o “Energia” che respira o aleggia o vibra o fluttua eternamente, un “sia fatto” originario o la forza creatrice che da sempre anima ogni cosa… Il come e il quando sono studiati, misurati e calcolati dalla scienza, e non smettiamo mai di meravigliarci per ciò che essa scopre ogni giorno. Gli scienziati sono i primi a stupirsi che l’universo sia così com’è, così ordinato e al tempo stesso così indeterminato, che il vuoto sia pieno di energia e che tutto sia in relazione con tutto e sia in movimento e si stia creando incessantemente. Sono soprattutto stupiti che l’universo sia, e in questa meraviglia mistica noi che non abbiamo la fortuna di indagare e decifrare la matematica del mondo ci uniamo agli scienziati. Sono stati questo stupore e questa ammirazione profonda a plasmare 2500 anni fa il poema biblico della creazione. Un poema (“poema” significa “creazione”) fatto di metafore per dire il Mistero del mondo o di Dio, il Mistero stesso. Dio non è Qualcuno che ha acceso la prima scintilla, non è la prima Causa esterna di qualcos’altro. Non è la spiegazione di nulla, bensì il nome del Mistero della luce e dell’energia di tutto, il nome del dinamismo puro, della relazione universale che muove tutto ciò che è, della creatività e dell’infinita potenzialità informe che anima tutte le forme.»
José Arregi. L’Infinito prima di dio: In transizione: liberare il Mistero divino dalle immagini umane



