Lettura e brano musicale: settimana del 3 febbraio

Brano musicale: Ludovico Einaudi, Experience

La meditazione seduta è un modo per “tornare a casa” prestando piena attenzione e cura a se stessi. Ogni volta che ci sediamo a meditare – che sia nel soggiorno di casa, ai piedi di un albero o su un cuscino da meditazione – possiamo irradiare tranquillità quanto una statua del Buddha sull’altare di una sala di meditazione. Dedichiamo la nostra totale attenzione a ciò che abbiamo intorno, lasciamo che la mente si faccia spaziosa, il cuore tenero e gentile. Già pochi minuti passati in questo modo bastano a ristorarci del tutto. Quando ci sediamo in pace, respirando e sorridendo in piena consapevolezza, siamo pienamente padroni di noi stessi, sovrani del nostro regno interiore. La meditazione seduta ha un grande potere di guarigione: seduti in meditazione possiamo stare con tutto ciò che abbiamo dentro in quel momento, che sia dolore, rabbia, irritazione, gioia, amore o pace. Stiamo con tutto quel che c’è senza farci travolgere: lasciamo che ogni sentimento arrivi, si fermi per un po’ e poi se ne vada. Non abbiamo alcun bisogno di esercitare pressioni sui nostri pensieri, di reprimerli oppure di fingere che non ci siano; possiamo invece osservare i pensieri e le immagini che si presentano alla mente con occhi pieni di affetto e di accettazione; nonostante la tempesta che ci nasce dentro siamo calmi e silenziosi. Sedendo e respirando in consapevolezza generiamo la nostra presenza autentica nel qui e ora, e la offriamo alla comunità e al mondo. È questo lo scopo di sedersi a meditare: essere qui, pienamente vivi, pienamente presenti.

Thich Nhat Hanh. Pratiche di consapevolezza: Antologia essenziale di meditazioni per vivere il momento presente con gioia e felicità

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