Lettura e brano musicale: settimana del 25 maggio

Brano musicale: Gurdjieff Ensemble, Chant From a Holy Book

“Non fidatevi del successo. Fidatevi della realtà”. 

Pensare che le cose prenderanno la piega che vogliamo significa “fidarsi del successo”, del successo come noi lo intendiamo. Eppure, per esperienza sappiamo molto bene che il successo è qualcosa di inaffidabile. A volte le cose prendono la piega che vogliamo, a volte no. “Fidarsi della realtà” è un atteggiamento molto più aperto e rilassato. In un modo o nell’altro, la realtà si dipanerà. Possiamo contarci. È un’idea molto profonda e, al tempo stesso, del tutto lineare. La “realtà” si riferisce alle cose così come sono, libere da speranze e paure. Sapendo che è così, possiamo aprirci al piacere e alla sofferenza, al successo e al fallimento, che è l’atteggiamento contrario del sentirsi oggetto di ritorsione quando non otteniamo un lavoro, non conquistiamo un partner, ci ammaliamo. È un approccio radicale: va completamente contro il nostro modo convenzionale di vedere le cose. Possiamo essere aperti al desiderato e anche all’indesiderato. Sappiamo che entrambi cambieranno, proprio come il meteo. E, come il buono e il cattivo tempo, il successo e il fallimento fanno entrambi parte della vita.

La sofferenza onnipervasiva è la nostra lotta incessante contro il fatto che ogni possibilità è aperta, che non sappiamo mai che cosa succederà, che la nostra vita non segue un copione e si svolge a mano a mano he procediamo, e possiamo fare ben poco per controllarla. Viviamo questa lotta come un ronzio persistente di ansia in sottofondo alla nostra vita. Tutto nasce dal fatto che ogni cosa è impermanente. Ogni cosa nell’universo è in un continuo mutamente. Il terreno solido su cui camminiamo cambia da un momento all’altro.

Ciononostante, come dice Thich Nhat Hanh: «Non è l’impermanenza a farci soffrire. Quel che ci fa star male è desiderare che le cose siano permanenti quando non lo sono». Possiamo continuare a resistere alla realtà, oppure possiamo imparare a inquadrare le cose in modo nuovo, a vedere la nostra vita come un’esperienza dinamica e vivace, come un’avventura mozzafiato. A quel punto entreremo davvero in contatto con la novità di ogni momento, a prescindere dal fatto che il nostro innamorato sia o meno perfetto. Se riusciamo ad accogliere il cambiamento costante in questo modo, cominceremo a notare che il ronzio d’ansia si acquieta e, poco alla volta, si spegne.

Pema Chödrön, Come viviamo, così moriamo

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