Lettura e brano musicale: settimana del 8 giugno

Brano musicale: Helios, Seeming

Mentre camminavano, un tale disse a Gesù:

“Io verrò con te dovunque andrai.”

Ma Gesù gli rispose:

“Le volpi hanno una tana e gli uccelli hanno un nido,

ma il Figlio dell’uomo non ha un posto dove poter riposare.”

Lc 9, 57-58

In Occidente si tende a dimenticare che la Bibbia è una scrittura orientale e che Gesù era orientale. Perciò, per molti aspetti, Lui è più compreso in Oriente che in Occidente, dove le Scritture cristiane sono generalmente interpretate con ampia flessibilità, adattandosi a uno stile di vita spiritualmente meno impegnativo. Gesù visse una vita di rinuncia e celibato, ma l’Occidente non si preoccupa molto di seguire il suo esempio. Prende dai suoi insegnamenti ciò che può adattare senza stravolgere il proprio stile di vita. […]

Un seguace della vita monastica di rinuncia abbandona il proprio cognome. Il cognome indica la nazione e la famiglia di appartenenza; ma i membri degli ordini monastici sono interessati a nuovi nomi che indichino la loro aspirazione a raggiungere l’identità con Dio, […]

Alcuni swami adottano la pratica del non attaccamento spostandosi costantemente da un luogo all’altro, non rimanendo mai per più di tre giorni in una dimora, per osservare la verità che, poiché Dio è ovunque, ogni luogo è la loro casa in Lui. Anche quando gli swami vivono in monasteri o eremi, sono esortati a mantenere la loro coscienza libera da attaccamenti personali, prendendosi cura dei luoghi sacri come luoghi consacrati alla ricerca e al servizio di Dio, e ricordando lo Spirito come la loro vera Casa e Rifugio.

Un devoto che localizza la sua coscienza a un corpo o a una dimora perde di vista lo Spirito onnipresente dentro di sé. L’attaccamento al proprio corpo e al luogo in cui si vive umilia l’anima con dure limitazioni. Lo yogi è il paradigma dei viandanti rinuncianti. Le sue peregrinazioni si svolgono nell’infinità dello Spirito. Chiude gli occhi e la coscienza ai confini mortali e medita sulla sfera eterna e illimitata dello Spirito: sopra, sotto e tutt’intorno a lui; la sua anima, in estatica gioia, ritrova la sua identità dimenticata con Colui che è onnipervasivo.

Ai devoti che seguono il cammino della completa rinuncia, sia esteriore che interiore, come fece Gesù, egli disse: “Chiunque lascerà case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o moglie, o figli, o campi per amor del mio nome, riceverà cento volte tanto e erediterà la vita eterna” (Matteo 19,29). Chi rinuncia alla sua limitata consapevolezza di casa e all’identità egoistica (io-mio) riceve il regno infinito di Dio e tutti i tesori del creato come sua porzione.

L’universo è la sua casa, l’intera famiglia umana è la sua famiglia e lo Spirito è il suo Padre-Madre-Amico-Dio Amato.

Paramahansa Yogananda, La seconda venuta di Cristo: la resurrezione del Cristo dentro di voi, 2004

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