Lettura e brano musicale: settimana del 13 aprile

Brano musicale: Fulvia Mancini, Mandala of Dawn

Non sono sempre stata Peace Pilgrim*. Lo sono diventata quando ho scoperto che la pace interiore era più importante di qualsiasi altra cosa nella mia vita.

Il mio pellegrinaggio è sia interiore che esteriore. Non si può cambiare il mondo combattendolo. Si cambia il mondo cambiando se stessi. Ho camminato finché non sono uscita dal “vecchio io” ed entrata nel “nuovo io”.

Posso dire al mio corpo: “Sdraiati lì su quel pavimento di cemento e dormi”. E lui obbedisce. Posso dire alla mia mente: “Elimina tutto il resto e concentrati sul compito che hai davanti”. E lei obbedisce. Posso dire alle mie emozioni: “State quiete”, anche di fronte a questa terribile situazione. E loro si quietano.

Ora stai seguendo un ritmo diverso: la natura superiore invece di quella inferiore. Inizi a fare la tua parte nel ciclo della vita compiendo tutte le buone azioni che ti motivano. Vivendo secondo la luce più alta che possedevo, una luce sempre più elevata mi raggiungeva.

Non possiedo nulla. Non ho paura. La paura nasce dal desiderio di aggrapparsi. Più lasci andare, più diventi libero. Tutto ciò a cui non riesci a rinunciare quando non ti è più utile, ti possiede. I beni superflui sono fardelli inutili. La libertà si trova nella semplicità. Semplificare la vita è uno dei passi verso la pace interiore.

L’amore è il potere più grande sulla Terra ed è dentro ogni essere umano. Quando ami, non chiedi cosa riceverai. Semplicemente doni. Quando affronti l’odio con l’amore, l’odio si dissolve. La violenza non porta mai una pace duratura. Solo l’amore e la comprensione possono farlo. L’amore universale è l’unica risposta ai problemi del mondo.

I problemi sono esperienze di apprendimento e crescita. Non ci viene mai dato un fardello se non abbiamo la capacità di superarlo. Tu sei parte della soluzione, non parte del problema. Quindi non sottovalutare mai il potere di una vita serena e piena d’amore. Una sola persona può fare la differenza. Ogni persona che raggiunge la pace cambia il mondo.

Per coloro che sono alla ricerca della vita spirituale, consiglio queste quattro pratiche quotidiane: trascorrete del tempo da soli ogni giorno in un silenzio ricettivo. Quando siete arrabbiati, prendetevi del tempo per stare da soli con Dio. Visualizzate la luce di Dio ogni giorno e inviatela a qualcuno che ha bisogno di aiuto. Esercitate il corpo. È il tempio dell’anima.

Il modo per trovare se stessi è perdersi al servizio degli altri. Ho scoperto che quando mi dono, ritrovo me stesso. Il servizio è amore reso visibile.

Se desiderate la pace, siate pacifici. Se desiderate l’amore, siate amorevoli. Quando trovate la pace interiore, trovate un modo per vivere in armonia con gli altri. L’umanità è un’unica famiglia. Siamo tutti fratelli e sorelle. Non ci sono estranei, solo amici che non avete ancora incontrato.

Quando un numero sufficiente di persone troverà la pace interiore, il mondo conoscerà la pace. Piccoli esseri umani di questo mondo, non sentiamoci mai più impotenti.

Chiediamo insieme la pace.

Mildred Lisette NormanPeace Pilgrim: Her Life and Work in Her Own Words, 1981

*Peace Pilgrim, il cui vero nome era Mildred Lisette Norman, nacque nel 1908 nel New Jersey, negli Stati Uniti. Inizialmente condusse una vita piuttosto convenzionale, interessandosi alla scrittura e alle questioni sociali, ma attraversò una profonda crisi personale negli anni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale. Quel periodo la segnò profondamente. Fu testimone della devastazione causata dall’avidità, dalla paura e dalla divisione umana, e iniziò a mettere in discussione non solo la società, ma anche se stessa.

Giunse infine a una conclusione semplice ma radicale: non può esserci pace nel mondo senza pace tra gli individui.

Il 1° gennaio 1953, intraprese quello che definì un “pellegrinaggio per la pace”. Fece voto di rimanere senza fissa dimora per scelta, di possedere solo ciò che poteva trasportare, di attraversare a piedi gli Stati Uniti e di parlare di pace con chiunque fosse disposto ad ascoltarla. Disse che avrebbe continuato a camminare “finché l’umanità non avesse imparato la via della pace”. Percorse oltre 40.000 chilometri (25.000 miglia) attraverso l’America, spesso lungo autostrade, con qualsiasi condizione atmosferica e senza denaro. Si affidò interamente al cibo offerto dagli sconosciuti, ai posti dove dormire offerti gratuitamente e alla fiducia nella bontà umana.

Prima di iniziare il suo cammino, descrisse un periodo di 15 anni di intenso lavoro interiore, che definì la sua “preparazione”. Durante quel periodo, semplificò la sua vita, si liberò dagli attaccamenti materiali, affrontò le sue paure, il suo ego e i suoi condizionamenti, e coltivò l’amore, l’umiltà e la fiducia. Alla fine, sperimentò quello che descrisse come uno stato di pace interiore che non dipendeva dalle circostanze.

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