Lettura e brano musicale: settimana del 23 marzo

Brano musicale: Dustin O’Halloran, Opus 56

La mia opinione è che non si potrà mai trovare la felicità finché non si smetterà di cercarla. La mia massima felicità consiste appunto nel non fare nulla che miri a conquistarla, e questo, per la maggior parte delle persone, è il comportamento peggiore.

Sono d’accordo con il detto: «Gioia perfetta è essere senza gioia. Perfetta lode è essere senza lode». Se mi chiedono «che cosa si deve fare» e «che cosa non si deve fare» sulla terra per essere felici, rispondo che queste domande non hanno risposta. È qualche cosa che non si può assolutamente determinare. Nello stesso tempo, se smetto di darmi da fare per ottenere la felicità, immediatamente appare chiaro che cosa è «giusto» e «ingiusto».

La serenità e il benessere diventano possibili nel momento stesso in cui smettiamo di porceli come obiettivo e, se praticheremo il non-fare (wu wei), avremo benessere e serenità.

Ecco come si può riassumere tutto questo:

Il cielo non fa nulla:

in questo non-fare consiste la sua serenità.

La terra non fa nulla:

nel suo non-fare sta la sua quiete.

Dall’unione di queste due non-azioni

derivano tutte le azioni,

nascono tutte le cose.

Com’è vasto, com’è invisibile

questo venire-alla-luce!

Tutte le cose vengono dal nulla!

Così grande, così invisibile,

non c’è modo di spiegarlo!

Tutte le cose nella loro perfezione

nascono dal non-fare.

Perciò si dice:

«Il cielo e la terra non fanno nulla,

eppure non c’è nulla che non facciano».

Dov’è l’uomo in grado di raggiungere

questo non-fare?

Thomas Merton, La via semplice di Chuang Tzu, 1965 

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