Brano musicale: Agua Azul, Aukai
La stessa idea di creazione viene utilizzata da Scoto in un senso inedito, per definire la vita dinamica del soggetto divino, il quale esiste solo nel darsi luogo, nel fare spazio. Dio non ha un’essenza propria, ma crea se stesso creando l’universo sensibile. Se integrata con la dottrina della creatio continua potremmo dire che Dio si genera in ogni momento nel mondo, pur non essendo mai integralmente un prodotto in esso. La nozione di creazione viene così completamente rovesciata: essa non serve più a marcare il confine tra il soggetto e il suo prodotto, bensì a pensare il rapporto tra ciò che è e il proprio luogo. «Quando sentiamo dire che Dio fa tutte le cose, non dobbiamo pensare altro se non che Dio è in tutte le cose, cioè sussiste come essenza di tutte». L’essenza divina non è tuttavia mai diversa dall’essenza delle cose del mondo, e in questa prospettiva non ha più senso alcuno parlare di immanenza o trascendenza divina.
Dattilo, Emanuele. Il Dio sensibile
L’ascesa interiore
Entrai in me stessa
e vidi un giardino,
fiorito di rose,
dove l’anima aspira
alla quiete e alla luce.
In quel luogo sacro,
il silenzio parla,
e l’amore guida il cammino
verso il cielo infinito.
(…)
Perché chi si lascia condurre
dal divino Amore,
trova la pace vera
e la luce eterna.
da “Libro della Vita” di Teresa d’Avila (estratto)



