Brano musicale: Libera, The Moon Represents My Heart
L’essere umano per iniziare a camminare deve ascoltare come rivolta a sé la parola: Lek-lekha!, «Va’, torna verso te stesso!». È la prima parola rivolta da Dio ad Abramo, ma che può essere ascoltata come invito al viaggio interiore, il viaggio infinito, nel quale non c’è mai un ritornare indietro perché si torna solo a sé stessi, si ritrova sé stessi, raggiungendo il proprio destino, realizzando la propria vocazione. E nel fare questo cammino l’essere umano deve sempre rispondere alla domanda: «dove sei?», senza tentativi di nascondimento, senza opporre una durezza dell’orecchio del cuore: dove sei nel tuo mondo? Che cosa ne hai fatto della tua vita? Continui a camminare o ti sei fermato?
In questo primo momento, che richiede di camminare per aprire il cammino, occorre essere consapevoli e acquisire la convinzione che davanti a ogni essere umano c’è una via particolare, sua propria, una via che non si deve percorrere ricorrendo all’imitazione di chi l’ha percorsa prima – sarebbe sterile ripetizione – né si deve avere la pretesa che la propria via escluda che altri facciano la loro. Devi scegliere la tua strada qui e adesso, in modo originale, unico, autentico, rispondente al tuo desiderio più profondo. Devi sapere che questo mondo è l’unico mondo in cui puoi agire con responsabilità, solo qui sulla terra. La vita autentica dipende da ciascuno di noi e solo attraverso la propria trasformazione può avvenire la trasformazione di questo mondo.
Enzo Bianchi, Prefazione a Il cammino dell’uomo di M. Buber
Poesia di congedo:
La vera solitudine
giunge da un saldo cuore
che non si lascia trascinare dagli
strattoni della folla
né da dispiaceri riguardo al passato,
preoccupazioni riguardo al futuro,
o eccitazione o stress riguardo al presente.
Thich Nhat Hanh



