Lettura e brano musicale: settimana del 31 marzo

Brano musicale: Philip Wesley, Dreaming in color

Solo di rado la maggior parte di noi arriva a essere pienamente consapevole di non aver mai assaporato la completezza esistenziale, e che la nostra vita non è partecipe dell’esistere autentico e compiuto, essendo vissuta, per così dire, solo ai margini dell’esistere autentico. Eppure, non cessiamo mai di avvertirne la mancanza e, in qualche misura, ci sforziamo sempre di trovare da qualche parte quel che ci manca. Da qualche parte, in un qualunque ambito del mondo o dello spirito, ma non là dove siamo, dove siamo stati collocati: mentre è proprio là e in nessun altro luogo che il tesoro si può trovare. L’ambiente che percepisco come naturale, il contesto che mi è stato assegnato come destino, ciò che mi accade giorno dopo giorno, ciò che mi si richiede giorno dopo giorno: eccolo qui il mio compito essenziale, eccola qui la completezza esistenziale così come mi si apre di fronte.

[…]

è qui, dove ci troviamo, che bisogna far risplendere la vita divina nascosta. Se anche avessimo un potere terreno sconfinato, la nostra esistenza non sarebbe completa come lo sarebbe nella silenziosa, devota relazione con quanto ci vive accanto. E se anche conoscessimo i segreti dei mondi superni, non avremmo tanta concreta parte all’esistere autentico quanto l’avremmo nel fare con sacrosanto intento un lavoro che ci compete nel corso della nostra vita quotidiana. È sotto la stufa di casa nostra che è sepolto il nostro tesoro.

Buber, Martin. Il cammino dell’uomo: Secondo l’insegnamento ḥasidico 

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