Brano musicale: Yvette, Into the Arms of Love
Sarebbe sbagliato ritenere che la meditazione sia un processo passivo. Dirigere l’attenzione e restare in uno stato di autentica calma non reattiva richiedono molta energia e molto impegno. Ma, paradossalmente, la consapevolezza non significa cercare di arrivare da qualche parte o di sentire qualcosa di speciale. Significa invece permetterti di essere dove sei, familiarizzarti con la tua esperienza momento per momento. […]
Se cominci a fare attenzione a dov’è la tua mente momento per momento durante il giorno, cosa che lo studio sulla felicità suggerisce che potrebbe essere di cruciale importanza per la tua qualità di vita, probabilmente scoprirai che una parte notevole del tuo tempo e della tua energia è assorbita da ricordi, fantasticherie, rimpianti legati al passato. E troverai che una parte altrettanto grande, o forse maggiore, è assorbita dall’attesa, dalla pianificazione, dalle preoccupazioni e dalle fantasticherie riguardo al futuro e a ciò che vorresti o non vorresti che accadesse.
Per via di questo traffico interno che ci occupa quasi continuamente perdiamo gran parte della ricchezza delle esperienze della nostra vita o tendiamo a sottovalutarne il valore e il significato. Per esempio, poniamo che sei abbastanza tranquillo per soffermarti a guardare un tramonto e sei colpito dal gioco di luce e di colori fra nubi e cielo. Per un momento sei veramente presente, lo assorbi, lo vedi veramente. Poi entra in gioco il pensiero, e magari ti ritrovi a commentare la scena con qualcuno che è lì con te, a dire com’è bello il tramonto oppure a parlare di qualcos’altro che il tramonto ti ha fatto venire in mente. Parlando, disturbi l’esperienza preziosa di quell’attimo. Ti allontani dal sole, dal cielo, dalla luce. Sei in balia dei tuoi pensieri e dell’impulso di esprimerli. Le tue parole rompono l’incantesimo. E anche se non dici nulla, il pensiero o il ricordo che è affiorato ti ha distratto dal tramonto. A questo punto sei assorbito dal tramonto che si trova dentro la tua testa anziché dal tramonto reale che hai davanti agli occhi. Magari pensi di stare ancora godendoti il tramonto, ma in realtà ora lo vedi attraverso il filtro del ricordo di altri tramonti o di altre idee che il tramonto ti ha evocato. Tutto questo può accadere a un livello del tutto subliminale; e, quel che più conta, l’intero episodio dura solo un attimo. Poi svanisce, con il continuo mutare delle situazioni e delle sensazioni.
J. Kabat-Zinn: Vivere momento per momento



