Lettura e brano musicale: settimana del 24 agosto

Brano musicale: Emiliano Toso, A piedi scalzi

Per diventare me stesso devo cessare di essere ciò che ho sempre pensato di voler essere, per trovare me stesso devo uscire da me stesso, per vivere devo morire. 

Perché sono nato nell’egoismo e di conseguenza tutti i miei sforzi naturali per rendermi più reale e più me stesso mi rendono meno reale e meno me stesso, in quanto gravitano tutti attorno a una menzogna. 

Coloro che nulla sanno di Dio e che basano tutta la vita su se stessi immaginano di poter trovare se stessi soltanto rivendicando i propri desideri, le proprie ambizioni ed i propri appetiti in una lotta con il resto del mondo. Essi cercano di diventare reali imponendosi agli altri, impossessandosi di una parte della limitata riserva dei beni creati e sottolineando così la differenza fra loro e gli altri uomini che hanno meno di loro, o non hanno nulla. 

Essi possono concepire un solo modo di diventare reali: staccarsi dagli altri e innalzare una barriera di contrasto e di distinzione fra se stessi e gli altri. 

Non sanno che la realtà va cercata non nella divisione ma nell’unità, perché noi siamo «membri gli uni degli altri». 

L’uomo che vive diviso dagli altri non è una persona, è soltanto un individuo. I

o ho quel che tu non hai. Io sono quel che tu non sei. Io ho preso quello che tu non sei riuscito a prendere, ho afferrato quel che tu non potrai mai afferrare. Perciò tu soffri ed io sono felice, tu sei disprezzato e io sono lodato, tu muori ed io vivo : tu non sei nulla e io sono qualcosa, e tanto più sono qualcosa in quanto tu non sei nulla. Così passo la vita ad ammirare la distanza fra te e me; talvolta questo mi aiuta persino a dimenticare gli altri uomini che hanno quello che io non ho, che hanno preso quello che io sono stato troppo lento a prendere, che hanno afferrato ciò che era fuori dalla mia portata, che sono lodati quanto io non posso essere lodato e che vivono della mia morte… 

L’uomo che vive così vive nella morte. Non può trovare se stesso perché è perduto; ha cessato di essere una realtà. La persona che egli crede di essere è un brutto sogno. E quando morrà si accorgerà di aver cessato di esistere da molto tempo.

Thomas Merton. Semi di contemplazione 

La locanda

L’essere umano è una locanda,

ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.

Una gioia, una depressione, una meschinità,

qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto,

come un visitatore inatteso.

Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti!

Anche se è una folla di dispiaceri

che devasta violenta la casa

spogliandola di tutto il mobilio,

lo stesso, tratta ogni ospite con onore:

potrebbe darsi che ti stia liberando

in vista di nuovi piaceri.

Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia,

vai incontro sulla porta ridendo,

e invitali a entrare.

Sii grato per tutto quel che arriva,

perché ogni cosa è stata mandata

come guida dell’aldilà.

Gialal ad-Din Rumi

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