Brano musicale: Henning Fuchs, Pacha Mama
Vorrei poter dominare tutto con le parole – questi due mesi tra il filo spinato che sono stati i mesi più intensi e più ricchi della mia vita e una tale conferma dei valori più importanti e più alti per me. Mi sono così affezionata a quel Westerbork e ne ho nostalgia. E là, quando mi addormentavo nella mia stretta cuccetta, avevo nostalgia della scrivania a cui sono seduta ora. Ti sono così riconoscente, mio Dio, perché in ogni luogo mi rendi la vita così bella che ne ho nostalgia quando ne sono lontana.
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Come posso ringraziarTi, mio Dio, per tutto il bene che fai affluire in me, ininterrottamente. Per tutta l’amicizia, per i molti pensieri fecondi, per il grande amore che c’è in me e che io riesco a riversare in tutto, a ogni passo. A volte credo quasi che sia troppo, e allora non so come comportarmi, per agire bene. Del resto, sembra che grazie a quel grande amore tutto ciò che fai diventi fecondo – forse un giorno riuscirò a esprimerlo.
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io non ho nostalgia, io mi sento a casa. […]
Si è «a casa». Si è a casa sotto il cielo. Si è a casa dovunque su questa terra, se si porta tutto in noi stessi. Spesso mi sono sentita, e ancora mi sento, come una nave che ha preso a bordo un carico prezioso: le funi vengono recise e ora la nave va, libera di navigare dappertutto. Dobbiamo essere la nostra propria patria.
Etty Hillesum, Diario
Nel bosco vieni chiamata e perdi il nome
sei molto spoglia in ogni stagione
eppure balli e fischi sei un po’ uccello e libellula
ma anche foglia e scorrere d’acqua. Esci fuori
nuova nuova ma non se ne accorge nessuno
tranne un sorriso invivibile.
Chandra Candiani, Pane del bosco



