Brano musicale: Thierry Verheyen, Secret Garden – Nocturne
La mistica porta ad una conoscenza senza limiti. Il fondo originario a-temporale crea delle forme che esistono per un tempo determinato. Ciò che entra nella forma diventa tempo. Quando la forma sparisce, rima-ne soltanto l’essere senza tempo. Ciò che noi chiamiamo Dio, ha creato se stesso come essere umano. Lungo la vita di un uomo questo fondo originario divino prende per un certo tempo forma. Le cose temporali cercano persistenza, ma le forme non hanno persistenza. Esse vengono e vanno. E anche l’uomo non è escluso da ciò. Il fondo originario si incarna nell’uomo, per così dire, per un tempo umano. Si incarna come creatura e ritorna nella a-temporalità.
Ciò che noi chiamiamo Dio, è un avvenimento a-temporale, che entra nel tempo e ritorna nella a-temporalità. Per scoprire questo in modo del tutto nuovo, non c’è altra soluzione che avanzare nell’a-temporalità stessa. La mistica ci porta lì. L’immortalità si rivela come un nascere e morire. Il risveglio verso la nostra vera essenza, verso la nostra vera identità è un processo di rivelazione e di liberazione. Ciò che siamo davvero non inizia con la nascita e non finisce con la morte. Il personale, l’individuale inizia quando questa Prima Realtà sorge e fluisce in innumerevoli forme. La nostra forma personale è una forma espressiva dell’Uno. Perciò la nostra vita non trova il suo compimento prima o poi alla fine dei tempi, ma si compie in questa nostra forma attuale. Il senso della vita non sta né in ciò che sta davanti a noi né in quello che è dietro di noi. Sta nel momento a-temporale. Qui e ora è tutta una epifania del principio originario divino. L’uno e l’indivisibile sono l’unica realtà. Ciò che noi chiamiamo Dio si rivela come un venire e andare, come un nascere e morire.
Questa coscienza senza tempo si manifesta come l’ignoto, il non manifestato, l’assoluto e il divino, che si basa sulla potenza pura, il vuoto. Non possiede ancora una struttura, una forma, un movimento: è pura immediata coscienza. È senza tempo, è sempre presente, e non conosce nessuna separazione. Lo sconosciuto e l’assoluto appaiono però anche come forma specifica e del tutto concreta e si manifestano sotto forma della nostra vita del tutto personale.
Willigis Jager: L’eterna saggezza
Il mare e l’oceano
Dicono che prima di entrare in mare
Il fiume trema di paura.
A guardare indietro
tutto il cammino che ha percorso,
i vertici, le montagne,
il lungo e tortuoso cammino
che ha aperto attraverso giungle e villaggi.
E vede di fronte a sé un oceano così grande
che a entrare in lui può solo
sparire per sempre.
Ma non c’è altro modo.
Il fiume non può tornare indietro.
Nessuno può tornare indietro.
Tornare indietro è impossibile nell’esistenza.
Il fiume deve accettare la sua natura
e entrare nell’oceano.
Solo entrando nell’oceano
la paura diminuirà,
perché solo allora il fiume saprà
che non si tratta di scomparire nell’oceano
ma di diventare oceano.
Khalil Gibran



