Brano musicale: Ólafur Arnald, Near light
Chi accoglie voi accoglie me; e chi accoglie me accoglie il Padre che mi ha mandato. Mt 10, 40
Chi accoglie uno di questi bambini per amor mio accoglie me. E chi accoglie me accoglie anche il Padre che mi ha mandato. Mc 9,37
Chi ascolta voi ascolta me. Chi disprezza voi disprezza me, ma chi disprezza me disprezza il Padre che mi ha mandato. Lc 10,16
Io vi assicuro questo: chi accoglie uno che è mandato da me accoglie me; e chi accoglie me accoglie il Padre che mi ha mandato. Gv 13,20
Questa è una straordinaria catena di esistenza che spesso non è evidente al lettore superficiale. Questa nuova ontologia – questo nuovo modo di plasmare la realtà – è il nucleo e il fondamento dell’intera rivelazione e rivoluzione cristiana.
Dio non è più “là fuori”, come la religione, fin dall’inizio dei tempi, ha immaginato.
Ci si deve chiedere: Qual è la nuova esperienza che permette a tutti e quattro i Vangeli di parlare in un modo così controintuitivo?
A molti di noi è stato insegnato: “Dovresti essere sempre generoso!” – e spesso ci sentiamo in colpa perché non abbiamo dato abbastanza. Ma non siamo stati insegnati come ricevere umilmente la stessa generosità divina. Se non c’è il flusso di amore verso l’interno, di solito è impossibile sostenere il flusso verso l’esterno.
Vorrei condividere una poesia di Meister Eckhart, il mistico domenicano tedesco del XIV secolo:
Volete sapere
cosa accade nel cuore della Trinità?
Ve lo dirò.
Nel cuore della Trinità
il Padre ride
e dà alla luce il Figlio.
Il Figlio ride a sua volta con il Padre
e dà alla luce lo Spirito.
L’intera Trinità ride
e dà alla luce noi.
Dio ha fatto una sola cosa costante fin dall’inizio dei tempi: Dio ha sempre e senza esitazione amato “il Figlio”, inteso in questo senso come creazione, l’universo materiale, te, me.
Dio non può non amare il suo figlio universalmente generato in te, e la “parte” di te che già lo sa e ne gode è lo Spirito che dimora in te.
E questo flusso di amore è necessariamente in entrambe le direzioni. Il bambino divino “crea” anche il Padre come Padre, come qualsiasi genitore può attestare. Un genitore non è veramente tale finché il figlio non ricambia il flusso di amore.
Richard Rohr, The Divine Dance



