Lettura e brano musicale: settimana del 12 maggio

Brano musicale: L. Einaudi, Yerevan

Ho di nuovo ringraziato Dio, non per il letto caldo e la zuppa di piselli, ma perché lui acconsente di nuovo a vivere in me. Non ringrazio mai per le buone cose terrene che ricevo da lui, e non mi ribellerò neanche se non dovessi più riceverle. Non mi attira l’idea di ringraziare per qualcosa che manca a tante persone. Le cose non vanno ancora come dovrebbero per quanto riguarda la distribuzione dei beni terreni su questa nostra terra imperfetta. E mi pare un caso che uno finisca tra i sazi o tra gli affamati. Sicché non riuscirò mai a ringraziare per il mio pane quotidiano, se so che così tanti altri non lo hanno. Ma, quando non avrò neanch’io quel pane quotidiano, spero di riuscire comunque a ringraziare per qualcos’altro: per avere Dio in me stessa. (23 gennaio 1942)

Continuo a lavorare e a vivere con la stessa convinzione e trovo la vita ugualmente ricca di significato, anche se non ho quasi più il coraggio di dirlo quando mi trovo in compagnia. La vita e la morte, il dolore e la gioia, le vesciche ai piedi estenuati dal camminare e il gelsomino dietro la casa, le persecuzioni, le innumerevoli atrocità, tutto, tutto è in me come un unico, potente insieme, e come tale lo accetto e comincio a capirlo sempre meglio – così, per me stessa, senza riuscire ancora a spiegarlo agli altri. (3 luglio 1942)

Etty Hillesum

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